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Di Ritorno

I tabù alimentari degli altri (o le regole di cucina) sono evidentemente frutto di mancanza di autoironia, di senso civile, di tolleranza; i propri non sono tabù, ma regole logiche, ovvie, giuste dettate o dalla logica più elementare o dalla volontà di Dio. Tutto qui.

Quando siamo minoranza, sosteniamo a spada tratta il nostro diritto di essere rispettati a di mangiare secondo le nostre regole; quando diventiamo maggioranza troviamo insopportabile che gli altri, con i loro comportamenti alimentari disgustosi, ci provochino, per cui cerchiamo di impedirgli di mangiare quello che vogliono loro quando a come lo desiderano.

È sorprendente come questo sia vero non solo su qualunque pianeta su cui vivano esseri umani, ma sia sempre stato vero nella storia dell'umanità, dai tempi di Pericle a oggi, o per meglio dire da Adamo in poi; in fondo l'inizio dell'umanità come la intendiamo noi (mortale che aspira all'immortalità a sostanzialmente capace di distinguere il bene dal male) inizia con un atto di disubbidienza alimentare: "Non mangerai del frutto di questo albero... "

....Prendete ad esempio un vegetariano. Lui non vuole mangiare carne. E fin qui , poco male; non contano nemmeno i motivi per cui non vuole (dalla compassione per gli animali, a motivazioni strettamente dietetiche e razionalistiche).

Ma dopo un po' comincerà a dirvi che nemmeno voi dovreste mangiare carne, anzi propio che non dovete: che è immorale, irrazionale, eccetera. Non è mai successo che i vegetariani in quanto tali abbiano preso il potere, ma in tal caso cosa avrebbero fatto? Carcere e campi di concentramento per i carnivori? D'altra parte, anche lui si trova sottoposto alla pressione di chi gli dice che dovrebbe smetterla e che gli farà male e per lo meno non dovrebbe improrre questa follia ai suoi bambini eccetera eccetera.

E' fuori discussione che la razza umana, in quanto tale, è onnivora. E' altrettanto fuori discussione che per lunghi periodi di tempo può anche nutrirsi di un solo tipo ( o pochi comunque) di alimenti (ad esempio solo verdure o solo proteine animali; non ci credete? E' provato che per secoli e secoli intere porzioni dei vari popoli cinesi si sono nutrite solo di cereali; e gli esquimesi, tanto per dirne uno, sono un popolo che per non meno di un paio di millenni si sono nutriti esclusivamente di carne e di pesce). Di sicuro non esistono norme culinarie di origine religiosa che siano particolarmente negative, così come è altrettanto sicuro che, non ostante ciò che ne dicono i vari fedeli, non ne esistono che abbiano una qualche superiorità dietetica, per lo meno che sia scientificamente provata.

Chi segue rigidamente una qualunque regola alimentare (dalla macrobiotica alle regole neoumaniste, dall'essere vegetariani al nutrirsi solo di pillole ed integratori alimentari) prima o poi si troverà nella situazione di dover respingere pressioni dirette a farlo smettere, pressioni di tutti i tipi, dalle prese in giro ai provvedimenti legislativi. Ciò è male. Ma altrettando facilmente questa persona reagirà sostenendo non solo il suo diritto di mangiare come piace a lui o a lei, ma il dovere degli altri di adeguarsi.

...Non se ne viene fuori. Io personalmente, dall'età di cinque anni, ho sempre seguito, seguo e seguirò sempre un'unica regola. Difenderò ovunque il diritto di tutti e di ognuno di mangiare come gli pare. E, per poter avere energia per combattere questa giusta causa, pretenderò che venga rispettato il mio diritto per primo.

Sulla strada del ritorno ebbi il mio momento di gloria. Quando tutto l'equipaggio fu tirato fuori dalla stasi ed informato di come erano andate le cose, beh, fui portato letteralmente in trionfo. Perfino Chaka sorrideva quando mi vedeva.

Fu un ritorno veramente trionfale! Galleggiavo letteralmente a dieci centimetri dal pavimento: ma vi rendete conto? Praticamente avevo salvato l'intera Agorà solo perché ero un cuoco se non bravo almeno fantasioso! Già pensavo a quale sarebbe stato il soprannome che avrei meritato: forse Rudy "Genio" Turturro? O, meglio, Rudy "Energia" Turturro?

Alla fine fu un altro e con una motivazione completamente diversa.

Cominciai a preparare il "pranzo del rientro" come viene chiamato.

E' formalmente l'ultimo pasto consumato in comune dall'equipaggio a bordo di una astronave terrestre, prima del rientro sul pianeta d'origine. E decisi di superare me stesso. Da vari pianeti avevo portato a bordo molti tipi di provviste, ma la più buona, una speciale insalata verde smeraldo con venature arancione e rosa, l'avevo tenuta per ultima. Aveva un sapore delicato ed al tempo stesso persistente, freschissimo e sapido; veramente un sapore ultraspeciale e possedeva anche proprietà leggermente euforizzanti per gli umani, oltre ad una specifica capacità di esaltare le capacità gustative del palato. Era l'ideale per una entree memorabile: qualsiasi cosa avessi servito dopo sarebbe stata percepita al massimo delle possibilità del palato umano; era un po' un trucchetto, se vogliamo, ma sarebbe stato un pranzo memorabile.

Lo fu, in molti sensi.

Avevo imbarcato oltre tre quintali di quell'insalata e quindi sarebbe bastata per tutti. Anzi ne avanzò, e qui commisi l'errore. Il cuoco che mi aveva fatto conoscere quell'insalata mi aveva raccomandato di tenere sempre l'insalata in stasi e comunque ad una temperatura sempre inferiore agli zero gradi. Non ci pensai granché, perché la preparai per ultima e la feci servire per prima, appena tirata fuori dai frigo-statici; e misi quella avanzata nei frigo normali, che sono normalmente a 4,5 gradi sopra lo zero.

Il cuoco non aveva fatto in tempo a dirmi perché doveva stare sempre a zero gradi, data la fretta con cui avevamo lasciato il suo pianeta.

Vedete, quell'insalata era un vegetale sì, ma di tipo particolare. Era, ecco, era un tipo di pianta carnivora, che, ad una temperatura superiore agli zero gradi, sviluppava un maggior bisogno di energie, si sradicava e diventava semovente. Ora, io se posso compro sempre verdure freschissime e quella che avevo imbarcato era stata appena sradicata, quindi essendo stata messa in un campo statico per tutti quei mesi, beh, era ancora viva. Tagliata e condita e mangiata era ovviamente morta immediatamente, ma quella messa nel frigo normale no. Quando spiegai tutto a Chaka, non fu affatto comprensivo

"Lei mi sta dicendo" urlò furioso mentre eravamo barricati nel quadrato "che fuori da quella porta c'é un cespo dell'insalata che ho mangiato a cena ieri, che ora vuole mangiare me!?!?!?"

Beh, era proprio così. Oltretutto, come scoprimmo, era estremamente aggressiva, veloce e si riproduceva per gemmazione. E furono necessari molti giorni per eliminarla del tutto. Fu grazie a Chef che scoprimmo il modo di eliminarla: un po' come le falene che sono attratte dalla luce che le uccide, l'insalata era attratta dall'odore di una pianta terrestre che però, per lei, era velenosissima. Chaka pretese che fossi io ad avvicinarmi ai cespi per dar loro da mangiare le esche avvelenate, anche se a volte venivo morso.

E fu Chef ad inventare il mio soprannome, e, ridacchiando come una vecchia checca francese, lo propose a tutti. L'approvazione fu unanime. Allora mi dette un po' fastidio, ma in fondo ormai ci sono affezionato. Mi dettero per soprannome il nome dell'erba velenosa: ecco perché il mio soprannome ufficiale sulle astronavi è Rudy "Basilico" Turturro.

Ven, 29 Novembre 1996 - 18,44

Fine

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