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Numero 10 Roma, 26 marzo 2001


Sommario

  1. Editoriale
  2. Il Future Film Festival di Leo Sorge
  3. Gli anni sono arrivati tutti ... di Sergio Valzania
  4. Il Gatto e Il Topo di Sabrina Sposito e intervista all'autrice di Massimo Mongai
  5. Salta il Courmayeur di Carlo Benedetti
  6. Notizie dal concorso Future Shock

Editoriale

Siamo in ritardo, è vero, scusateci. Il fatto è che gennaio e febbraio sono stati mesi molto intensi per noi, sia per questioni personali, sia per questioni relative alla FS. Stiamo preparando diverse cosucce, sia da soli sia incollaborazione con altri per cui un po' ci siamo distratti un po' non abbiamo avuto tempo. Cercheremo di essere più regolari, in futuro.
Segnaliamo l'uscita in edicola di Mystero, con la terza puntata di una intervista dedicata al ricordo di Monicelli. Dal prossimo numero ripubblicheremo tutte e tre le interviste e cercheremo di organizzarci per una più stabile collaborazione con Sebastiano fusco e Luigi Cozzi.

 

Carlo Benedetti
Massimo Mongai
Francesco Romeo

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Future Film Festival 2001

di Leo Sorge

E' arrivata e se ne è andata la terza edizione di una tra le pochissime manifestazioni italiane che coniugano gli impieghi del digitale al pubblico giovane. (http://www.futurefilmfestival.com).
E' giunta al suo terzo appuntamento il Future Film Festival, in breve FFF, l'unico evento italiano dedicato alle produzioni d'immagini realizzate con le nuove tecnologie informatiche. La rassegna felsinea, che ha aperto i battenti da venerdì 19 a martedì 23 gennaio, è stata ospitata nel cinema Multisala Nosadella. L'organizzazione è di Giulietta Fara e Andrea Romeo.
La manifestazione, che propone le nuove tecnologie del cinema d'animazione, ha l'intento di individuare i percorsi e le sperimentazioni più interessanti all'interno della produzione d'immagini digitali. Punti di forza del Festival sono state le proiezioni d'anteprime e retrospettive accompagnate da incontri con gli autori, analizzando la linea di confine che accomuna il digitale con l'animazione tout court, e dando visibilità a nuove tecnologie oltre che a nuovi linguaggi. L'edizione 2001 deve mostrarsi all'altezza di quella dell'anno scorso, nella quale fu presentato nientemeno che Toy Story 2, il primo film d'animazione a vincere dei premi nella categoria 'commedia', come i film veri, e a partecipare all'Oscar ancora in questa categoria.

Bozzetto e Cavandoli

Il FFF si è aperto quest'anno con il Future Film Short, sezione non competitiva dedicata ai cortometraggi d'animazione digitale o che contengono effetti digitali, con una selezione di prodotti provenienti da tutto il mondo. All'interno della sezione una novità eccezionale: la presentazione in anteprima mondiale della prima puntata della serie Tony e Maria, realizzata in flash dal grande autore italiano Bruno Bozzetto e interamente prodotta dal Future Film Festival per Internet. Si tratta di una serie in dodici episodi di tre minuti ciascuno che, con il tratto ironico di Bozzetto, attraversa i diversi generi cinematografici, dal western al giallo.
Altro importante omaggio è stato quello che il FFF fa al grande disegnatore Osvaldo Cavandoli, ospite della manifestazione insieme alla sua terribile, litigiosa e indimenticata Linea. La sezione a lui dedicata comprendeva una produzione semisconosciuta dei primi lavori, realizzati per spot pubblicitari prodotti dall'artista con la tecnica del passo uno.

Gli Yamadas

La Retrospettiva di quest'anno è stata dedicata alla fantascienza con la sezione Space Anime 2001 dedicata a episodi e film d'animazione giapponesi. Le proposte di quest'anno spaziavano da Capitan Futuro a Cowboy Bebop, fino agli ultimi prodotti con effetti digitali. Se lo scorso anno il Festival aveva proposto un approfondimento sulla figura del robot, quest'anno il FFF ha compiuto una vera e propria odissea alla scoperta di nuovi territori inventati dalla fantascienza spaziale giapponese, che tanto ha influenzato l'immaginario occidentale. In Space Anime 2001 è dedicato un omaggio al mangaka Reiji Matsumoto, autore tra gli altri dell'intramontabile Capitan Harlock.
Il Giappone è stato ancora protagonista con due novità straordinarie: My Neighbors the Yamadas, l'ultimo lavoro di Isao Takahata dello studio Ghibli, prestigiosa società giapponese che produce animazione d'autore. My Neighbors the Yamadas è una critica al modello di vita occidentale e rivaluta le tradizioni e il concetto di famiglia nella cultura giapponese. Accanto a questo arriva in anteprima nazionale Jin Roh, film d'animazione prodotto da Mamoru Oshii (autore del famoso Ghost in the Shell). Jin Roh ha come sfondo le cupe atmosfere delle fogne metropolitane.

Protagonisti del digitale

Grande interesse anche per la consueta galleria di personaggi che hanno fatto il digitale. Si parte da James Ford Murphy, supervising animator della casa di produzione americana Pixar Animation Studios (che ha realizzato tra gli altri Toy Story 1 e 2), che presenta il nuovo cortometraggio For the Birds e il making dello stesso. La casa di produzione Industrial Light and Magic di George Lucas presenta in anteprima italiana i making dei film Perfect Storm e Galaxy Quest e delle pubblicità realizzate negli ultimi anni, insieme a questi è presentato anche il cortometraggio sperimentale Synchronicity, sempre in anteprima italiana, dallo stesso regista Hans Uligh.
È presente inoltre la statunitense Pacific Data Images (Il Principe d'Egitto e La Strada per Eldorado), rappresentata da Jane Hartwell, direttrice della produzione di Shrek, attualmente in produzione. Infine la francese Buf, che sviluppa la lavorazione di effetti in 3D per il cinema e la pubblicità, mostra i suoi ultimi prodotti, tra cui le pubblicità per Nike, Kenzo, e per i film Fight Club e La Cellula.
C'è stato anche lo statunitense John Coven, stimato story board artist che collabora con Bryan Singer fin dai tempi de I soliti sospetti e ha realizzato gli story board dell'X-Men con Patrick Steward, le cui tavole originali erano in mostra.

II sito del Festival sta diventando ormai un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati di animazione e digitale, tanto che attorno al Festival si sta formando una sorta di FFF Digital Community. Il Future Web Festival offre, inoltre, largo spazio ai Festival che si svolgono su Internet, e che hanno al loro interno una competizione di cortometraggi realizzati in digitale, con effetti speciali, in flash. Tanti i Festival che ospitano e premiano produzioni per il web, ed il FFF ha scelto di diventare la sede "fisica" in Italia di queste prestigiose realtà della rete. D.Film, Fifi, Flash Film Festival, the Webby Awards, Pirelli Internetional Award sono stati, infatti, a Bologna per presentare le novità nel campo della rete e dei più innovativi prodotti per l'animazione sul web.
Inoltre collegandosi a http://www.futurefilmfestival.com, sito ufficiale del Future Film Festival, è possibile avere tutte le informazioni sul Festival, le news e i trailer più aggiornati nell'ambito del cinema d'animazione e delle tecnologie digitali.

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Gli anni sono arrivati tutti ...

di Sergio Valzania

Gli anni sono arrivati tutti, dal 1984 di Orwell al 1999 di fuga da New York, e finalmente siamo nel 2001, l'anno della fantascienza per definizione, quello di Odissea nello Spazio, del decisivo incontro dell'uomo con l'alieno. Che non è avvenuto. Molte altre cose non sono avvenute, ma non è questo a preoccupare, per arrivare sui satelliti dei pianeti maggiori c'è sempre tempo. Piuttosto la fantascienza è stata ridotta a genere antiquario da tutto quello che è successo a sua insaputa.
Verne ci aveva azzeccato con sommergibili e bombardieri, coll'uomo sulla luna, invece computer, digitalizzazione, carte di credito, internet e telefonini sono arrivati imprevisti, creazione della fantasia degli ingegneri prima che degli autori di romanzi. Il futuro allucinato previsto da Heinlein, Dick e Asimov è pieno di affannose ricerche di cabine telefoniche, di messaggi difficili da inviare, di ingombranti contanti, di nastri che girano su mastodontiche bobine.
Certo, qualche colpo va ancora a segno, ma poche cose.E' di questi giorni la notizia che il Corpo dei Marines degli Stati uniti sta mettendo a punto un esoscheletro da combattimento che ricorda da vicino l'equipaggiamento di Fanteria dello Spazio, ma la parte migliore del romanzo di Heinlein rimane la descrizione preveggente e stravolta dei combattimenti che si annunciavano in Viet-Nam, con i soldati che lanciano proiettili di tutti i tipi contro ogni oggetto in movimento, circondati da una realtà completamente aliena.
In letteratura la fantascienza a cominciato a nascondersi, per sopravvivere. I maggiori successi recenti sono stati quelli di Cricton, in particolare Jurassik Park e Congo, ma entrambe le opere sono state proposte al pubblico nella formula del best seller, guardandosi bene dall'annunciarli come i nuovi confini di una fantascienza che ha ritrovato un rapporto vitale con la ricerca. Si trattava di storie ricche di informazioni tecnologiche proiettate in un futuro prossimo e possibile, ma si preferiva immaginarle in un presente ignoto che in un domani che si appresta.
Da sottolineare anche la contiguità di Cricton con il campo espressivo nel quale la fantascienza conserva invece una inattesa vitalità, il cinema. Fin dalla nascita la pellicola aveva tentato la via del fantastico, fra i pezzi di Mèliès c'è una riduzione di Dalla Terra alla Luna, solo per fare un esempio, ma è proprio negli ultimi anni, forte degli effetti speciali che il computer fornisce, che il cinema fantascientifico ha conosciuto i maggiori successi, rispetto ai quali 2001 era solo un'anticipazione. Spielberg ci ha dato Contatti Ravvicinati, ET, Jurassik Park, Scott Blad Runner e Alien, Lucas la saga di Guerre Stellari, ma i titoli da ricordare sarebbero moltissimi, da Matrix a Truman Show, dall'italiano Nirvana al francese Quinto Elemento.
A fronte di questo vanno registrati in Italia due fenomeni, per adesso appena accennati e striscianti, ma forse destinati ad un qualche esito. Del resto siamo in un paese nel quale ormai quasi cent'anni fa nasceva il futurismo, che della società delle macchine era innamorato e si sforzava di raccontare un mondo diverso da quello nel quale si trovava a vivere e che giudicava insopportabile. Al suo confronto sosteneva che ogni futuro non poteva che essere migliore, persino quello spaventoso delle trincee della prima guerra mondiale. I futuristi si batterono per l'intervento e molti di loro si presentarono, con una coerenza un po' all'antica, come volontari per il fronte non appena la guerra fu dichiarata.
Oggi assistiamo in Italia ad una riscoperta letteraria della fantascienza, coerente con la sua perdita di energia come genere a sé stante. La figura dominante di questa operazione è Philip Dick. Qualche anno fa non andava neppure nelle collane di genere, adesso i suoi titoli tirano nuove iniziative editoriali, come quelle di Fanucci, o entrano a buon diritto nelle collane maggiori dei grandi editori. Significativo l'esempio di Sellerio, che dopo aver proposto in una collana specializzata Tempo fuori Luogo e Le tre Stigmate di Palmer Eldricht, forse i migliori romanzi di Dick in assoluto, li ha ristampati, con successo molto maggiore, nella tradizionale Memoria. Ma anche il più esplicito Asimov frequenta gli Oscar Mondatori come un qualsiasi altro long seller, insieme a parecchi di quelli che furono suoi colleghi nella sezione americana dell'Associazione Autori di Fantascienza. Feltrinelli ha pubblicato nei Canguri L'Investigatore olistico Dirk Gently, opera meno nota di Duglas Adams, la cui pentalogia della Guida Galattica per Autostoppisti è uno dei capolavori riconosciuti del genere, costantemente ripubblicato in collane sempre più serie, anche se di recente tornato alla tradizione ne I Massimi della Fantascienza, dove è stato riproposto da Mondatori raccolto in un tomo unico.
L'altra novità nostrana consiste nella nascita, tardiva, di autori di fantascienza italiani, o per lo meno della loro comune pubblicazione. Questo dipende strutturalmente dalla crisi del genere nella sua area linguistica natale, quella anglosassone, che ha costretto i curatori di Urania a ipotizzare un ricorso alla manodopera locale per alimentare una pubblicazione dalle uscite serrate che si andava arricchendo fuori misura di ristampe. Non si può negare però anche una certa attenzione di ricerca genuina e disinteressata per quanto lo possa essere quella di un editore. La nascita del Premio Urania, che garantiva la pubblicazione al vincitore di un concorso nazionale è stato il punto d'incontro naturale delle due tendenze.
Da questo processo sono nati testi piuttosto innovativi rispetto al genere, a riprova di una necessità di rinnovamento universalmente percepita.L'unico autore professionalmente affermato di questo allevamento è ad oggi Valerio Evangelisti che ha saputo creare Eymerich l'inquisitore, divenuto protagonista di una saga ai confini fra l'horror, il mistery e la fantasy. Tradotto in mezza Europa, premiato in Francia ed approdato alla riduzione radiofonica di due sue storie, una delle quali vincitrice quest'anno del Premio Italia, Evangelisti si confronta con l'altro consolidato filone italiano, di Luca Masali e Franco Ricciarello, interessati piuttosto all'ucronia, ossia a quel ramo della fantascienza che si sforza di immaginare che cosa che sarebbe successo se. L'attività che la tradizione vuole preclusa agli storici.
Fra i nuovi autori italiani esistono anche dei divergenti che lavorano quasi tutti a Roma: Massimo Mongai, che ha affrontato, con risultati alterni, filoni più tradizionali, come la space opera, Roberto Genovesi, il cui recente Inferi on Net tratta il mondo dei computer in maniera diversa dal cyberpunk anglosassone e Francesco Grasso, due volte vincitore del premio Urania del quale è uscito da poco in edicola la seconda opera 2038:la rivolta, complesso racconto che parte da Napoli per proiettarsi nella galassia.
Resta curioso il fatto che mentre gli autori professionisti del genere, praticamente tutti anglosassoni, si impegnino nell'uscire da una formula della quale si sentono prigionieri, in Italia esista una generazione di scrittori che lavorano alla rivitalizzazione del formato classico, apparentemente, o momentaneamente, appagati dall'uscita in edicola e attenti soprattutto al pubblico tradizionale del genere. Del resto siamo il paese dello spettacolo antiquario per eccellenza, l'opera lirica.

Ringrazio personalmente Sergio per averci passato questo articolo, già uscito su "Il Gioranle".Come commento finale voglio solo afggiungere due considerazioni su due concetti di questo testo che trovo estremamente saignificativi.Il prio è che la nostra vita è cambiata per invenzioni "fantascientifiche" non previste dalla FS ma dovute alla "fantasia degli ingegneri" come l'ha chiamata Sergio.E' proprio così: computer, internet telefonini, ma anche i post-it, i video registratori, i CD, i video CD, la microelettronica e molto altro sono il frutto di quella fantasia che molti non avrebbero pensatopossibile.Notoriamente gli "ingegneri" sono persone con le scarpe grosse, piantate a terra e dotati nell'immaginario comune di poca fantasia.Beh, evidentemente non è vero.
La seconda: la FS di Cricton.E' vero, è venduta alla grande al di fuori delle collane e riviste di genere, in america come in Italia.Sul fatto che Jurassic Park sia una storia di FS non ci piove, ma al tempo stesso la gente l'ha consumata come letteratura e cinema di massa e basta, fuori genere.E' na strada da percorrere, anche se occorrerà prima di tutto chiedersi "perchè" la FS non piace.Ci stiamolavorando e c torneremosopra...

Massimo Mongai

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Il racconto del mese

Il racconto di Sabrina che accludiamo è un interessante racconto già finito finalista al Premio Courmayeur.Entra a pieno diritto a far parte di quella che speriamo finisca con il diventare la prima raccolta italiana di FS scritta da donne. Scherzando e ridendo questo è il quinto racconto con queste caratteristiche che pubblichiamo. Non era intenzionale (non siamo sessisiti...) ma di fatto sta succedendo. Quindi, care lettrici di NL, se avete un racconto di FS o FY o anche solo di letteratura fantastica tout-court speditecelo e se ne parlerà.

La parola a Sabrina

intervista di Massimo Mongai

Cominciamo con qualche dato di riferimento, una minibiografia. Chi sei, cosa fai eccetera...
sono nata 42 anni fa a Civitavecchia, ho fatto il liceo classico e poi economia e commercio a Roma, faccio l'analista di sistema per un'azienda d'informatica, e vivo in campagna con un marito, un figlio, due cani e gatti in numero variabile.

Questo racconto, come nasce, che storia ha avuto?
Nasce quasi per caso, una sera a cena: vino, chiacchiere, ricordi di viaggio in Irlanda. Si parlava dei miti paleocristiani e delle cattedrali romaniche. Ricordo che abbiamo fatto un giro su internet per cercare le immagini dei capitelli della cattedrale di Chartres, e da qualche parte è sbucato anche il bando del "Premio Courmayeurs". Quando finalmente tutti sono andati a dormire è nata Miryam, la goldite, e il suo gatto. Avevo solo sette notti, prima della scadenza del premio, e vi assicuro che ho dormito molto poco!

Miryam è il nome della protagonista. Una rossa, giovane, bella, sexy e supercombattente. E' una vera e propria "bad girl"? Una guerriera, una proposta di un ideale femminile?
Myriam esalta quello che molti di noi fanno quotidianamente: ufficio, casa, palestra, bambini, traffico! Beata lei che è addestrata alla concentrazione mantrica! Mi piacerebbe assomigliarle di più, in fondo Miryam ha i miei stessi capelli ricci e rossi.

La "goldite". E' ispirata alla "spezia" di Dune?
In parte credo di si. Ma il tutto è stato anche influenzato dal vertiginoso aumento del prezzo del petrolio di quel periodo, e dal fatto che eravamo stati in Irlanda ospiti di un geologo che effettuava prospezioni petrolifere. Era una buona ipotesi economica di partenza.

San Michele.Tutti i luoghi in cui si trova la goldite sulla terra sono luoghi su cui sorgono luoghi di culto dedicati perfino nel nome della località a San Michele.Perché questo arcangelo e non un altro?
E' lui che ha scelto me e non io lui! Ci sono molte leggende e tradizioni popolari basate sulle apparizioni dell'arcangelo nei luoghi citati nel racconto, e le ipotesi di connessione tra di essi sono vecchie di secoli.

Molti dicono che i luoghi dove sorgono antichi luoghi di culto cristiani, a volte molto più antichi del cristianesimo stesso, siano luoghi di localizzazione di energie spirituali o anche puramente fisiche; ad esempio sotto molte basiliche cristiane sorgono cappelle dedicate a Mytra o addirittura a dei più antichi. Secondo te ,c'è qualcosa di vero?
'niente si crea e nulla si distrugge'. Anche gli antichi romani costruivano templi in luoghi considerati sacri da tradizioni precedenti. E' difficile stabilire se sia nato prima l'uovo o la gallina.

Ami i gatti , mi sembra di capire...
Si! Sono esseri indipendenti, ma capaci di una dedizione e di un'amicizia davvero speciale. E' un rapporto alla pari, fatto di coccole e di rispetto e di …battaglie! Non è facile imporre regole ad un gatto, spesso sono invece loro ad imporle a noi.

Nel racconto c'è una nuova elaborazione del concetto dei video porno! Molto divertente! Come dovrebbe funzionare?
E' un gioco a punti, ma passando di livello - spiaccicando mostri viscidi, o superando trappole mortali - si attivano degli speciali stimolatori che, virtualmente , provocano nel giocatore gli effetti descritti. Può essere pericoloso giocare troppo!

Progetti?
Non ho ancora deciso cosa farò da grande! Ma sicuramente continuerò a leggere e scrivere fantascienza.

Il racconto

3° class. Premio Internazionale di Letteratura del Fantastico "Comune di Courmayeur" sezione Fiction - edizione 2000
Su gentile concessione della Keltia Editrice.

Leggilo On-line oppure scaricalo in RTF

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Salta il Courmayeur 2001 !!!

di Carlo Benedetti

Andando a visitare il sito della Keltia editrice nella sezione del Premio Courmayeur trovo la seguente articolo:

Il Siamo spiacenti di comunicare che il Premio Internazionale di Letteratura del Fantastico creato e organizzato dallo Space O Club di Aosta nel 1987 e da allora realizzato con la sponsorizzazione del Comune di Courmayeur, quest'anno non avrà luogo.

Dopo 12 edizioni, 1947 racconti pervenuti, 808 Autori partecipanti e 111 racconti fatti pubblicare, abbiamo purtroppo ricevuto la definitiva dichiarazione della Amministrazione Pubblica del Comune di Courmayeur attestante la loro intenzione di non proseguire oltre l'esperienza del Premio Letterario che tanto lustro aveva dato alla citta in questi tredici anni.

A noi dello Space O Club non resta che prenderne atto.

Purtroppo il ritardo con cui è giunta la decisione, non ci permette di trovare in tempi utili soluzioni alternative per il finanziamento del premio stesso che per quest'anno verrà dunque soppresso. Nel caso si riesca a trovare un altro sponsor che renda possibile per il prossimo anno la disponibilità dei premi, delle targhe e la stampa dei racconti finalisti, provvederemo senz'altro ad informarvi tutti per tempo.

Cordiali Saluti Space O Club Segreteria

Sono molto spiacente di sentire ciò, e questa è la dimostrazione di quanto disinteresse ci sia da parte delle amministrazioni nei confronti di tutto quello che ,è non solo Fantascienza, ma cultura in generale.

Pensate solo le enormi difficoltà che ognuno di noi ha dovuto affrontare per trovare lo spazio occorrente ad organizzare un qualsiasi evento (presentazione di libri, iniziative, etc.), senza poi parlare delle difficoltà di trovare dei finanziamenti ..
Il tutto spesso, viene fatto con la buona volontà e con le spese sostenute in prima persona dagli appassionati.

Auguriamo ai cari amici dello Space O Club di riuscire a rimettere in piedi la loro bellissima manifestazione che tanto lustro ha dato non solo alla città di Courmayeur ma anche alla FS e la FY made in Italy

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Concorso Future Shock

Riceviamo dai buoni amici di Future Shock e pubblichiamo

E' andato on line il racconto di Piero Gai "Ultimo down", vincitore del 1° premio del Concorso 'Future Shock' (IV Edizione), riservato ad opere esclusivamente di fantascienza.
In particolare, mi sembra degna di nota la confessione autobiografica posta al termine del racconto, in cui l'Autore, tra l'altro, sottolinea:
"Sono nato il 27 maggio 1966 a Feltre, provincia di Belluno, dove chi s'interessa di fantascienza & affini viene etichettato come '...uno che ha tempo da perdere'. Per un colpo di fortuna, mio padre, piemontese doc (è nato ad Asti), grande appassionato del settore e di lettura 'tout court', mi ha lasciato saccheggiare a piene mani la propria collezione di 'Urania'. Dapprima, timorosamente attratto dalle copertine così inconsuete ed inquietanti. Poi, finalmente, per dedicarmi a quelle pagine. Murray Leinster ed H. Beam Piper sono tra i primissimi autori (con l'onnipresente Asimov) nei miei ricordi di bambino, in grado di lasciare una traccia indelebile. Da adolescente, ho poi continuato a 'divorare' letteralmente tutti i classici, iniziando ad operare le prime scelte in base alle affinità con i vari autori (più Heinlein che Van Vogt, tanto per fare un esempio). Non ho mai più abbandonato o rallentato il ritmo di lettura.[. . .] L'onore accordatomi (con la vincita del premio, ndr) viene a colmare una lacuna avvertita pesantemente: non essere mai riuscito a raccogliere granché di positivo in quello che considero il mio reale campo d'appartenenza.Speranze per il futuro? Una, forse irrealizzabile. Che la fantascienza italiana cessi di comportarsi come i famosi 'polli di Renzo' di manzoniana memoria, abbandonando il culto esterofilo ai limiti dell'autolesionismo più ridicolo (quante case editrici pubblicano inediti di autori famosi, che di notevole posseggono solo titolo e firma...) per concedere un ritaglio di spazio anche agli autori nazionali. Apprezzare il lavoro di scuole straniere, non significa favorire colonizzazioni indebite e soffocanti".