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Progetto EBE: The Alien Mission
Alcune considerazioni critiche

Di Marcello Pecchioli

Il Progetto EBE (Extraterrestrial Biological Entity) nasce ufficialmente nel 1997 a Bologna, città in cui debutta per circa un mese il primo Progetto EBE I che poi verrà ripreso, parzialmente,nello stesso anno, in alcune altre città italiane.

L'idea è che la fantascienza, l'ufologìa e la scienza rappresentino tre versanti di una costruzione semantica del mondo che è anche un mix culturale interessantissimo e inedito; dovrebbero quindi collaborare in maniera più stretta. Perché possano raggiungere contribuire a modificare stabilmente l'assetto culturale e sociale, gli specialismi e le differenze settoriali esistenti vanno bypassati rapidamente e le informazioni fondamentali devono essere divulgate al grande pubblico in modo sistematico.

Inoltre il Progetto EBE nasceva da una mia particolare insoddisfazione, venuta dopo aver collaborato per alcuni anni con i principali gruppi ufologici italiani. Il cinema fantastico e fantascientifico, nonostante annoveri veri talenti come John Carpenter,George Romero, David Cronenberg,Wes Craven, Sam Raimi ed altri, ha sicuramente bisogno di una bella iniezione di vitalità, d'immettere nuovi talenti, nuovi dati; di lavorare su una serie di strategie e di programmi di ricerca sofisticati, inediti e creativi che spesso vengono dissipati, quando esistono, dal grande cinema commerciale americano.

Questo non vuol dire che la fantascienza o l'ufologia debbano diventare necessariamente la scienza di domani o andare a braccetto con la divulgazione scientifica, o ancora contribuire a quel discutibile filone letterario in cui la scienza si sposa con la fantascienza nella maniera più soffice ed edulcorata. Ma certamente la scienza e il mondo scientifico in generale hanno delle caratteristiche vitali e delle peculiarità tali per cui molte delle scoperte, teorie, strutture di ricerca non possono e non devono essere ignorate o minimizzate così facilmente.

Jules Verne era una specie di Steven Spielberg letterario, in grado di trovare e immettere nei suoi racconti e romanzi, esotismo, azione ed erotismo in una quantità sufficiente da far amare un futuro che per l'epoca appariva piuttosto inquietante e bizzarro. Ebbene per quanto riguardava la divulgazione di fatti e geografie esotiche, egli era ossessionato dal fatto che i lettori potessero pensare che il grande scrittore francese non avesse un côté scientifico importante ed adeguato e lo costringeva a scrivere, tra un romanzo e l'altro, numerosi tomi improponibili e immensi sulla scienza dell'epoca e ad entrare in corrispondenza con scienziati e ricercatori.

Ora non vorrei sostenere che lo scrittore di fantascienza debba fare un simile tour de force nei territori della scienza contemporanea. Certamente il conoscere in modo non approssimativo alcune delle problematiche della scienza e della tecnologia e delle scienze umane potrebbe contribuire in modo significativo alla rinascita di quello che, secondo alcuni critici, è un territorio di frontiera che dà l'impressione di stare quasi scomparendo, seppellito dalle ricerche degli scienziati e dagli ingegneri e dei tecnologi che non sembra siano stati adeguatamente descritti,neanche a grandi linee, dagli scrittori di fantascienza attuali.

Il grande interesse che ha suscitato la letteratura cyberpunk si deve, oltre che al genio letterario di personaggi come Gibson, Sterling, Rucker e altri, anche all'accettazione di una società futuribile e dark molto simile a quella attuale che stiamo vivendo, con l'utilizzo massivo di tecnologie virtuali e la romanticizzazione della rete che negli scrittori cyberpunk assume caratteristiche globali e inquietanti, di un mondo totalmente parallelo ma potentissimo rispetto al Mondo 1.

Ora questo movimento è un po' decaduto, ma non si vedono all'orizzonte degli elementi di spicco di una nuova fantascienza.

E' un dato che dovrebbe far pensare. Quando si naviga nei siti dedicati alla sf si nota che qualunque avvenimento cinematografico o letterario viene reso con un'aura mitologica e fatata, che si tratti dell'ultimo film spaziale come del tormentone delle saghe di Star Trek o di Guerre Stellari o del remake di Blade Runner, in un clima di perenne devozione e ritualità che non contribuisce certo a farsi un'idea avanzata di questo settore. Sarà che per troppo tempo sono stati accolti scrittori e mestieranti di ogni tipo e ha prodotto, insieme a pochi veri capolavori in grado di competere con la letteratura alta di qualunque epoca e paese; me è questo un ciarpame meraviglioso che va ad affiancarsi a quei numerosi detriti spaziali che hanno inquinato la nostra atmosfera negli strati più alti del pianeta Terra.

Per quanto riguarda l'ufologìa, invece, ho assistito da vicino ad una serie di lotte intestine assurde e irreali tra gruppi ufologici di cui non faccio nomi che hanno modificato il panorama ufologico degli anni ottanta che era fin troppo ricco e affluente. Solo alcuni anni fa si contavano decine di riviste ufologiche e un certo numero di enciclopedie edite da grossi editori internazionali. Purtroppo il panorama di questi studi è cambiato molto bruscamente, costringendo alla diaspora molti ufologi non dogmatici e preparati e le riviste si sono dimezzate in brevissimo tempo.

Ricordiamoci che serie di culto come gli X-Files, Dark Skies o film come Indipendence Day devono molto alla rinascita degli studi ufologici.

Alcuni di questi elementi saranno presenti anche nel Progetto EBE II che riserverà una sezione ai film di fantascienza sugli alieni, scelti dagli anni cinquanta ad oggi, che hanno trattato il tema delle diverse tipologie di extraterrestri e saranno affiancati,oltre che da filmati e dossiers ufologici,anche da cartoni animati (anime) giapponesi, possibilmente inediti e che si occupano, anche loro, di mutanti ed entità extraterrestri.

C'è una cosa da dire a favore dell'ufologìa. Essa rappresenta un tentativo,originale e tutt'altro che ingenuo di modificare dei microsistemi culturali e storici stabiliti e già canonizzati e in questo senso penso che debba essere accolta come una specie di dispositivo cognitivo foucaultiano di un certo rilievo, in grado per esempio di modificare e articolare, in modo post-moderno, microstorie locali e ambiti e geografie internazionali. E' questo un valore degli studi ufologici di tipo antropologico, storico e culturale da preservare e memorizzare con attenzione.

C'è un grande lavoro da fare in questi settori e il Progetto EBE II va in questa direzione,senza dimenticarsi comunque che oggi,in una società sofisticata, evoluta, affluente e complessa, i fatti

e gli eventi hanno bisogno di un apparato di comunicazione e di spettacolarizzazione, articolato e multimediale se si vuole superare quella soglia d'indifferenza e di scetticismo che spesso avvolge e contorna, come una nuvola malefica, questi fenomeni, considerati minori e minoritari.

Marcello Pecchioli

Coordinatore e ideatore del Progetto EBE

In collaborazione con Roberto Brivio e il Teatro Ariberto di Milano

Marcello Pecchioli è critico multimedia e cinematografico,videomaker e artista. Vive e lavora a Bologna.

Ha pubblicato "Effetto Cronenberg" per le edizioni Pendragon e "Scansioni" un saggio di estetica tecnologica per le edizioni Costa & Nolan. Sta per pubblicare un saggio sull'ufologìa e la fantascienza dal titolo "Alien-verso: semiotiche per un contatto alieno".

Collabora a numerose riviste tra cui Script, Filmaker's Magazine, Filmcritica, Rendiconti, Terzoocchio.