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Intervista ai ragazzi di Virtuapsicologia

di Massimo Mongai

   

Il mese scorso abbiamo visto una presentazione pressoché perfetta di Nigralatebra su un'altra e-zine di FS, Virtuapsicologia.Li abbiamo contattati, visitati, intervistati. Li troverete su www.virtuapiscologia.it.

Cominciamo dal nome: perché Virtuapsicologia?

Luca:

Il nome del sito in realtà è nato mentre stavo scrivendo il primo racconto di una serie (Virtuapsicologia appunto). Successivamente, quando decisi di costruire un sito web dedicato alla fantascienza, presi in prestito questo nome.

Daniele:

Il racconto, tra l'altro, nasce dalla passione di Luca per la psicologia. Infatti nei suoi racconti quest'ultima è ricorrente. Strano per un futuro informatico. In molti dei suoi racconti è molto presente la confusione tra realtà e realtà virtuale o tra realtà alternative.

Davide:

Beh, è anche un nome un po' diverso dal solito, per un sito di fantascienza. Colpisce l'attenzione, dovrebbe incuriosire.

Il "sotto titolo" del sito è "Il centro gravitazionale della fantascienza", e penso renda l'idea: un sito che si occupa, a sezioni, di tutto ciò che può incuriosire un appassionato (hard o soft importa relativamente poco) di fantascienza. Dunque telefilm, illustrazioni 3D, fumetti, libri, telefilm, film, articoli a tema informatico eccetera. Con un po’ di elasticità, si passa dalla sezione dedicata a Stargate (gestita da Ilaria Portanova ) a quella dedicata a Buffy (gestita da Danila), per fare qualche esempio.

Chi siete?

Luca:

Bella domanda. Chi è in grado di rispondere veramente senza ricorrere a delle etichette preconfezionate con tanto di fiocco rosso e codice a barre? ;) ? A parte gli scherzi, sono uno studente in informatica di 22 anni, decisamente appassionato da tutto quanto è fantascienza, tecnologia e riflessione sul futuro. Sono ormai circa 5 anni che scrivo racconti di fantascienza (alcuni sono stati pubblicati dalla sezione fantascienza di Supereva, da altri siti web o da riviste). Attualmente collaboro con HTML.it scrivendo guide ed articoli tecnici. A tempo perso, infine, realizzo siti web e lavoro (ormai da molti mesi) alla nuova versione di Virtuapsicologia.it

Daniele:

Daniele Gentile uno Statistico prestato al settore informatico, amante dei viaggi, sia veri che fantastici, ex-amante di FQ4, Devil e Hulk, appassionato di Star Trek in tutte le salse. In Virtuapsicologia, mi occupo principalmente di arricchire la galleria, ricercando il meglio nella rete, o selezionando ciò che mi viene inviato. Ogni tanto faccio qualche recensione sotto la supervisione di Davide.

Davide:

Davide Siccardi, studente di giurisprudenza (fino a quando non alzerà troppo la voce e sarà definitivamente cacciato dall'Università: brutto carattere), ragioniere programmatore (di titolo di studio, ma non praticante), utente Mac, appassionato di fumetti e di fantascienza (ma anche di horror e, più o meno, fantasy). Collaboro con Virtuapsicologia (area fumetti, news ed un po’ tutto ciò che capita) ed Intercom (come collaboratore esterno, specialmente per ciò che riguarda la sezione Intercom - Manga). Poca narrativa: quel che ho prodotto non è esaltante, e forse la cosa migliore rimane un racconto pubblicato a suo tempo sulla webzine horror IT (IT numero 7, se non sbaglio). Mi piacerebbe rimetterci mano, però.

Quando siete nati, come e perché

Luca (serio):

Inizialmente Virtuapsicologia era composto da 4/5 pagine con i miei primi racconti ed aveva circa 4 visite al giorno (rigorosamente mie). Subito dopo l'esordio in rete ho trovato il primo collaboratore, Davide Siccardi, che poi si è rivelato una vera benedizione per il sito. Attualmente quasi tutte le news inserite nel sito sono merito suo. E' instancabile, gestisce la mailing-list, pubblicizza il sito, scrive recensioni. Devo ammettere che la maggior parte dei contenuti presenti nel sito sono merito suo. Nei mesi successivi si unì allo staff anche Daniele Gentile (il terzo "uomo chiave" del sito), che ha praticamente costruito da solo tutta la galleria delle immagini 3D presente nel sito cercando nuovo materiale e gestendo i rapporti con i disegnatori. Siamo noi tre in genere a prendere le decisioni di carattere amministrativo. Fortunatamente, inoltre abbiamo molte altre persone che contribuiscono ad arricchire di contenuti Virtuapsicologia.

Daniele (poco serio):

Io sono nato a Roma il 27 gennaio 1970 per parto cesareo, mi pare. Il perché devo ancora capirlo, forse per soffrire?

Davide (anche meno serio):

12/07/77, ad Imperia (anche se non era richiesto). Come: per parto naturale, credo. Perché... beh, spero non per sbadataggine! ;-)

Il vostro sito ha una sua "mission", come fa molto moda dire? Un obiettivo, un'idea?

Luca:

Beh, probabilmente si. Immagino che sia questa: parlare di fantascienza a 360 gradi.

Davide:

Come dicevo sopra, presentare più aspetti possibili della fantascienza. In maniera chiara e diretta, con la speranza di soddisfare chi apprezza soprattutto un particolare aspetto del fantastico ed, al contempo, invogliarlo ad esplorarne gli altri.

Daniele:

Come dice Davide, il fine del nostro sito è quello di mostrare la fantascienza in tutte le sfumature possibili, cercando di ampliare gli orizzonti di chi è appassionato solo da un certo tipo di fantascienza.

Mi sembra di capire che siete molto appassionati di Buffy! Anche io, tutto sommato, ed ho sempre pensato che tutta quella manica di vampiri che vanno in giro per il suo paesotto siano una metafora dei tossicodipendenti. Sbaglio?

Davide:

A me divertiva molto. La domanda andrebbe girata a Danila, ovvero colei che si occupa della sottosezione del sito dedicata al telefilm. Dico "divertiva" solo perché ormai è diventato un problema riuscire a vedere delle puntate inedite. In effetti ho sempre immaginato i vampiri come dei tossici: solo ultimamente ho iniziato a comprenderne la qualità di "ombre", di eco di un essere umano. Tornando a bomba al telefilm, comunque, con tutti quegli adolescenti, quei college e quei turbamenti della crescita... beh, vampiri e violenza come tossicodipendenza non pare un paragone improbabile. Anzi.

Luca:

Come interpretazione potrebbe andare. Comunque quella di Buffy è una sezione che presto sarà seguita da altre. Il nostro progetto è di trattare con cura ogni serie TV di fantascienza e cerchiamo collaboratori disposti ad aiutarci.

Daniele:

Io, a dire la verità non amo particolarmente Buffy, preferisco, oltre a ST, Roswell o le prime serie di X-Files o Babylon 5. Ma tant'è questo è il bello del nostro sito.

La FS e la rete. Il web ha praticamente eliminato le fanzine, ma al tempo stesso mi sembra abbia moltiplicato sia le occasioni sia gli accessi. Fare un sito costa meno di una fanzine fotocopiata e di fatto lo vede più gente. Che ne pensate?

Daniele:

Sì questa affermazione è vera. Io ne sono un esempio. Sentivo parlare delle fanzine, ma mai ero stato tentato di comprarle. E così la mia fantascienza era limitata all'Uomo Ragno, i Fantastici Quattro, Devil, Hulk, Star Trek e Guerre Stellari, oltre che ad Asimov. Poi è cominciata la mia collaborazione con Virtuapsicologia ed ho scoperto che esisteva una fantascienza italiana importante, ho conosciuto qualche altro autore straniero e, più in generale, con rinnovato entusiasmo ho ricominciato a leggere e vedere della fantascienza.

Luca:

Sono entusiasta dell'offerta di informazione che rappresenta internet. Direi che il sito web non sostituisce la fanzine ma la evolve. In sostanza il fine rimane lo stesso: parlare di fantascienza. In questo caso, però, aumenta fortemente il bacino di utenza, diminuiscono i costi per la gestione del servizio e questo, secondo me, va a favore di tutti.

Davide:

Io sono giovane (e guai a chi afferma il contrario! :-) ) e dunque tutte queste fanzine non le ho viste. Di più, abito in una zona d'Italia non troppo "viva". Molto semplicemente, senza computer e modem (e liste di conversazione, forum, webzine ecc) ora non sarei qua a rispondere alle tue domande. Per me Internet è una benedizione. Certo, si può dire che alcuni "filtri" qualitativi sono saltati: ma è un dire che lascia il tempo che trova. In rete si trova di tutto, e con di tutto si intende anche iniziative di ottima qualità. Webzine, ad esempio, che possono essere lette in tutta Italia. Ti dirò, ho anche l'impressione che la rete abbia spinto le diverse anime della fantascienza ad aiutarsi l'una con le altre. L'esigenza, il bisogno, di un portale di riferimento, di archivi di link ragionati, di segnalazioni oneste ed affidabili... da che sono venuto a contatto con il fandom ho sentito (ed in qualche caso, ahimè, anche alimentato) mugugni e bisticci, ma sono anche stato sommerso da informazioni e segnalazioni utilissime. E poi, come scrivo nell’articolo di presentazione a NL, la rete può essere usata in tante maniere: ad esempio, per promuovere una fanzine di carta, oppure per mettere a disposizione di tutti i testi di fanzine storiche chiuse ormai da anni.

FS d'autore o FS commerciale? Asimov o Dick?

Luca:

E' lecito rispondere entrambi? Le mie prime letture di fantascienza sono state, come è usanza comune, quelle di Asimov. Credo che la sua fantascienza "solare" sia perfetta per i giovanissimi che si avvicinano a questo genere. Ovviamente non sto dicendo che Asimov scriveva storielle per bambini (sappiamo che le sue trame possono essere interpretate in moltissimi modi) però, in ogni storia, c'è sempre un livello di interpretazione base. Questo fattore è stato fondamentale, forse, nel mio avvicinamento alla fantascienza. Successivamente si cresce e Asimov, forse, inizia un po' a stancare. Forse perché abbiamo letto decine di romanzi e vogliamo provare qualcosa di diverso. Almeno questo è quello che è successo a me. Leggere il primo libro di Dick (Labirinto di Morte) è stato semplicemente traumatizzante. Asimov non avrebbe mai lasciato il lettore come fa Dick nelle ultime pagine! Al momento sono in piena fase CyberPunk e sto cercando di assimilare tutti i romanzi di questo grande incompreso e dannato scrittore di SF.

Davide:

Entrambe. Però avrei portato altri esempi. Il mio "commerciale" preferito è indubbiamente Edgar Rice Burroughs, mentre tra gli "autori" ora come ora quello che più mi intriga è Ballard (sul filo di lana con Vonnegut -che dice di non fare fantascienza per vendere qualche copia in più ed avere recensioni favorevoli- e la narrativa "autoriale" della Le Guin). Non che i due esempi che hai portato mi dispiacciano. Anzi, sono stati due autori che mi hanno avvicinato al genere. Di Asimov adoravo l'inventiva e l'abilità nel creare storie a "scatola magica": qualunque cosa ci ficchi dentro, funzionano sempre. Di Dick apprezzo soprattutto il coraggio nel presentare situazioni insolite e trame che possono essere raccontate solo nella fantascienza (ma che fino ad allora non erano state raccontate). Entrambi hanno scritto le loro belle croste. C'è da dire che il confine tra "commerciale" ed "autoriale" va a farsi benedire, raggiunta una certa popolarità. Anzi, a volte si verificano situazioni molto bizzarre: fantascienza commerciale che vende -immeritatamente- poco e fantascienza autoriale che vende in modo inaspettato - e non sempre questo accade agli "autori" più meritevoli . Non solo: spesso la fantascienza offre autori capaci di scrivere storie per tutti soddisfacenti. Beh, più o meno per tutti. Penso ad esempio a Dan Simmons, o all'ancora poco conosciuta Milena De Benedetti (tanto per fare un nome diverso dal solito).

Daniele:

Io personalmente preferisco Asimov, con il suo mirabile giocattolo perfetto della Fondazione. Ma sono d’accordo con Davide: il confine tra la fantascienza commerciale e d'autore è spesso molto labile.

Qual è secondo voi il rapporto fra cinema, fumetti e TV nel campo della FS.

Daniele:

Per quanto riguarda il rapporto tra cinema e fumetto, posso dire che mi sembra che tra le due parti ci sia spesso una compenetrazione. Entrambi arti visive atte a raccontare storie, hanno parecchi punti in comune. Anche la TV ne dovrebbe avere con il fumetto, ma tra queste due arti intravedo una certa distanza. Raramente, secondo la mia esperienza, la compenetrazione tra questi ultimi due media ha dato buoni frutti al contrario del rapporto tra cinema e fumetti. Forse è dovuto alla caratteristica della televisione che sembra più atta a descrivere la vita di tutti i giorni e spesso non è propensa all'approfondimento, allo sviluppo dell'animo del personaggio. Ciò è dovuto probabilmente all'estrema velocità dei tempi televisivi. Queste sono solo delle mie sensazioni, che potrebbero essere molto opinabili.

Luca:

Sono tre ramificazioni differenti di uno stesso genere. Da osservatore ritengo che se una storia nasce e diventa famosa in uno di questi generi difficilmente manterrà lo stesso fascino in seguito ad una "trasformazione mediatica". Eppure, puntualmente, la trasformazione avviene. Non sto dicendo che un libro splendido risulterà sicuramente un film orribile. Però difficilmente verrà convertito in un ottimo film. Esistono storie (secondo me) che funzionano e generano un fascino magico solo se presentate tramite quel media specifico. Nonostante tutto ammetto di aver letto molti libri di Star Trek, visto le trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Dick e giocato ai videogames ispirati a guerre stellari...

Davide:

Una premessa: generalmente il fumetto è trattato come un genere. Strano, perché il fumetto si presta più di ogni altro strumento agli usi più diversi. Non solo: lettori e detrattori non sono per nulla d'accordo sul "genere" che caratterizzerebbe il fumetto. C'è chi rispolvera la questione del "comic" nel fumetto americano, chi lo ritiene valido solo se "impegnato" (e con impegnato generalmente intendono oltre ad elitario anche politicamente schierato), chi lo vuole "leggero" e chi quando pensa al fumetto vede solo calzamaglie colorate o cazzotti ben assestati. Di Fantascienza a fumetti se ne è fatta tanta: generalmente facendo propri gli spunti del cinema e della letteratura e facendo molto meta-fumetto (cioè usando spesso come sfondo lo spunto fantascientifico, e mettendo in primo piano le vicende dei personaggi). Generalmente, però, non in ogni caso. Ancora qualcosa va detta a proposito dell’influenza del fumetto sul cinema e sulla letteratura. E' vero, pochi romanzi paiono avere a che fare con il fumetto (anche se il Masaniello di "2038: la rivolta" di Francesco Grasso mi ricorda molto Deadpool della Marvel, e molti autori tra la fantascienza e "l'avant pop" amano citare o sfruttare spunti fumettistici), ma più forte è il legame tra cinema e fumetto. Coetanei, forse conterranei (grosso modo), hanno avuto sviluppi paralleli e punti di contatto. Non a caso il cinema, oggi, va a cercare buone storie ed ottimi personaggi tra i super eroi del fumetto (e la tendenza, ora, è non snaturare bensì sfruttare fino in fondo le carte buone messe a disposizione dai "comics") ed alcune delle storie più particolari (e di successo) del cinema sf (e fantastico in generale) dei giorni nostri ricorda o ha a che fare con il fumetto. Grant Morrison, lo scrittore di "The Invisibles" tra le altre cose, si irritò molto nel vedere al cinema Matrix (a suo dire una copia del suo famoso ciclo di storie); Kevin Smith fa avanti ed indietro tra cinema e fumetto (noir soprattutto, ma non solo); un successo enorme come "Men in Black" altro non è stato che la trasposizione di un fumetto passato inosservato; sul versante horror va segnalato "From Hell", da un fumetto di Alan Moore, e via così. Cinema e sf si corteggiano da molti anni, e paiono ormai andare definitivamente d'accordo: basti pensare che la consuetudine alle trilogie è figlia del cinema fantastico. La fantascienza cinematografica non è sempre spettacolare (e malfatta), idiota e noiosa. Superata la novità degli "effettoni", registi e sceneggiatori stanno imparando a sfruttare i nuovi mezzi al loro meglio. Così vengono diretti film divertenti e ben fatti, film sottili ed inquietanti e film semplicemente inaspettati.

Si ha un bel dire che "Matrix" è fracassone e non poi così originale: intanto è godibilissimo, ben diretto, ben recitato e combina in maniera intelligente cyberpunk, azione da film orientale, western, favole, religioni eccetera, in una maniera (faccio il fighetto: con una grammatica visiva) nuova ed intelligente. Fra venti anni quegli effetti speciali non stupiranno più, ma parranno comunque opportuni e ben fatti. Lascio per ultima la televisione. Per un motivo molto semplice: sono italiano. Questo vuol dire che per vedere telefilm di fantascienza devo uscire matto. Io adoro "Babylon 5" e detesto la RAI, per capirci. La fantascienza ha, a mio parere, contribuito a cambiare la maniera di fare telefilm: i prologhi in stile Star Trek, la cura nelle sigle, le puntate bizzarre, le storie in crescendo... mi paiono tutte innovazioni che molto devono al telefilm fantascientifico. Potrei sbagliarmi.

Tu, Davide, collabori con Intercom. Come ti trovi?

Davide:

Benissimo. Io collaboro soprattutto con Andrea Iovinelli, il titolare della sezione Intercom - Manga. Andrea è una delle poche persone ad occuparsi di fumetti così come piace a me: dettagli, commenti alle storie più che -genericamente- alle collane, segnalazioni di serie magari poco "chic" ma decisamente interessanti, nessun pregiudizio o preconcetto, niente da dimostrare se non passione e divertimento. Io sono un collaboratore esterno di Intercom: questo vuol dire che il merito della qualità della sezione I-Manga è di Iovinelli, mentre il merito del resto (ovvero il grosso) del sito è di Danilo Santoni e dello staff "regolare" di Intercom (sono tanti, faccio prima a riassumerli tutti con una parola). Semplicemente, quando ho qualcosa che reputo interessante da scrivere, lo invio loro: se lo ritengono valido (ben scritto, interessante, insolito...), lo mettono on line. Intercom, inteso come sito e webzine, è ricco di ogni tipo di contributo: a scorrerne gli archivi vi si trova il diavolo e l'acqua santa, per darti un'idea. Ovvero se cerchi qualcosa, lì lo trovi. E' critica e saggistica (anche narrativa, a dire il vero, ma non poi da moltissimo tempo a quanto ho capito), ed ha ovviamente una conseguente impostazione. Dove altro avrei potuto spedire un articolo su Futurismo e Fantascienza?