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L'invasione dei mostri verdi:
il genere "invasione biologica" all'inglese

di Riccardo Rosati

locandina l'invasione dei mostri verdi

locandina tedesca de il giorno dei trifidiCi siamo mai chiesti a che cosa servono i "generi narrativi?" Credo proprio di sì! Ognuno ha la sua opinione in materia; anche io, ovviamente, ho la mia e ve la "servo" qui calda, calda. Il sottoscritto ritiene che i generi non debbano essere una specie di visione ortodossa che vada seguita con dogmatica devozione. Questi ci devono essere d'aiuto per capire meglio una storia. Più che discutere se un film sia più o meno fantascientifico, chiediamoci: che cos'è la fantascienza? Come funziona e quali sono i suoi limiti e i suoi punti di forza? Poi, domandiamoci la cosa più importante, ovvero: quale è il nostro modo di vedere la sci-fi? Questa mentalità mi porta a ricercare sempre nuovi collegamenti tra i vari generi narrativi e, ancora più spesso, a ricercare dei "sotto-generi"; cosa che ho fatto in questo caso.

scene dal film con la luce accecanteDunque, per "invasione biologica" io intendo quella tipologia di storia o film che parla di un fenomeno naturale o di un'entità biologica extra terreste che entra in conflitto con il nostro ecosistema e con la stessa razza umana. Non si trattano di storie basate sulla classica invasione aliena, oppure, come accade per la space opera (genere che io amo moltissimo), ambientate su galassie lontane. In questo caso, è la terra il centro della narrazione e le astronavi spaziali e i cannoni laser non giocano più il ruolo dei protagonisti. Per chiarire un po' le idee, si possono citare dei film che rientrano in questa tipologia narrativa, come ad esempio: L'invasione degli ultracorpi e La "cosa" da un altro mondo. Sempre e comunque film americani! Tuttavia, dato che è un po' che mi occupo della sci-fi della Regina, sono riuscito a pescare ancora una volta un film britannico; il quale dimostra che il cinema europeo non ha poi molto da invidiare alle migliori produzioni statunitensi di fantascienza. Sto parlando del bellissimo film L'invasione dei mostri verdi una co-regia di Steve Sekely e del "non accreditato" Feddy Francis (tit. or. The Day of the Triffids, 1963). Verrà successivamente ridistribuito in Italia con il titolo Il giorno dei trifidi. Comunque, il film in questione è tratto dal bel romanzo di John Wyndham, The Day of the Triffids.

locandina USA del filmPer prima cosa, lasciatemi dire che si tratta di una pellicola di grande valore narrativo. Difatti, la storia si sviluppa con fluidità e naturalezza, risultando sempre e comunque intrigante. È un bel esempio di film di fantascienza senza un vero punto morto, ovvero non ci si annoia mai! Si tratta di una prerogativa comune ha molti film che trattano questo sotto-genere della sci-fi; basta pensare ai due film americani precedentemente citati. Bene, si può tranquillamente dire che opere di questo tipo trovano la propria forza nella storia e non negli effetti speciali. Tutto ciò e molto lontano dalle odierne produzioni fantastiche, che cercano di colmare enormi buchi narrativi, rimpinzando il povero spettatore con luci, tric e trac, urla e tanta, troppa spettacolarità.

scena del film con donna terrorizzataParlando della storia dei L'invasione dei mostri verdi, questa si basa su di un'idea eccellente. Ovvero, un'improvvisa, quanto inspiegabile, pioggia di meteoriti ha reso praticamente cieca la popolazione del pianeta. Sono rimaste pochissime le persone che hanno mantenuto salva la vista e ciò è dovuto alle più curiose e fortunate coincidenze. Il film vede come protagonista un burbero ufficiale della Marina Mercantile di nome Mason (interpretato da un affascinante Howard Keel). Lui, ad esempio, è scampato alla cecità, perché era ricoverato in ospedale, con tanto di bende sugli occhi. Quando se le è tolte, si è trovato davanti a un paesaggio agghiacciante, una Londra semi deserta e gran parte dei londinesi ciechi che brancolano senza meta per le strade della città. Mason decide allora di darsela e durante la sua fuga incontrerà prima un ragazzina e poi un'avvenente biondona, a cui, da buon marinaio, farà il filo. Ma la "cecità globale" non è l'unico problema per i terrestri: dato che il pianeta è assediato dai trifidi (una pianta carnivora mutata dalla stessa pioggia di meteoriti che ha accecato la Terra).

copertina Urania del libro l'orrenda invasioneContemporaneamente, su di un faro perso in mezzo al mare un biologo marino corroso dall'alcol e sua moglie vengono attaccati da un gruppo di trifidi inferociti. Durante il loro disperato tentativo di difesa, i due scoprono l'arma che può liberare l'umanità da questa terribile minaccia venuta da un altro mondo (già, perché si sospetta che i trifidi siano di origine extra terrestre): l'acqua marina. Questa è in sostanza la trama della pellicola. Anche con questo stringato riassunto si può intravedere la dinamicità della storia.

altra donna terrorizzata nel filmPersonalmente, ritengo che il film di Sekely di punti forti ne abbia parecchi. Per esempio, esso ci dimostra come sia possibile fare della buona fantascienza anche senza l'apporto di una miriade di effetti speciali. Cosa che vale anche per capolavori come Ultimatum alla Terra e il sopra citato L'invasione degli ultracorpi. La pellicola inglese mischia abilmente fantascienza, tematiche ambientaliste: con la natura che si rivolta contro l'uomo e, dulcis in fundo, una narrazione da vero e proprio road movie. In effetti, gran parte del film mostra la fuga di Mason & co. attraverso mezza Europa, alla disperata ricerca di qualche sopravvissuto che li possa portare in salvo. I tre partono dall'Inghilterra per arrivare fino in Spagna. Durante questa estenuante fuga dai trifidi, loro fanno diversi incontri e quello che scoprono è sempre la stessa cosa: la Terra è oramai un limbo in mano a questa piante sconosciute.

locandina italiana dell'invasione dei modtri verdiIn ogni caso, la bellezza dell'opera sta proprio nell'ottima caratterizzazione dei personaggi. Questo è decisamente un aspetto comune a buona parte della cinematografia fantastica britannica. Inoltre, si può notare come i personaggi principali non siano proprio quegli stinchi di santo che troviamo a volte nella sci-fi americana dello stesso periodo. Mason per primo è un vecchio lupo di mare, il quale, anche se di poche parole, lascia tranquillamente intendere che ne ha viste e fatte di cose. Per non parlare poi del biologo marino che salverà l'umanità, scoprendo che i trifidi possono essere distrutti dall'acqua marina. Costui è un alcolizzato depresso e scontroso, il quale ha deciso di fuggire dal mondo e di sfogare tutta la propria delusione su di una moglie innamorata che funge da sacco alle sue paranoie. Ancora una volta, possiamo notare come in Europa, tra gli anni 50-70, la sci-fi fosse molto meno "eroica" di quella americana. A mio avviso, si tratta di una "bella differenza" che tende a evidenziare due culture diverse. Da una parte gli eroi statunitensi belli, senza macchia e difetti. Dall'atra gli "eroi europei": scienziati scontrosi e intrattabili (il Dott. Quatermass della serie omonima, per esempio) e protagonisti taciturni e mica tanto puliti; come l'ufficiale Mason del film di Sekely.

In definitiva, un gran bel film. Bello perché può piacere a tutti; anche a quelle persone che con la fantascienza: "proprio no! Grazie!" La storia è coinvolgente e movimentata. Il soggetto ottimo e, in parte, innovativo. Tuttavia, quello che è veramente da apprezzare de L'invasione dei mostri verdi è la narrazione: dialoghi avvincenti, inquadrature chiare e sviluppo della storia fluido e continuativo. Un vero film e non solo un "film di fantascienza"; come del resto è quella pellicola immensa (opinione mia eh!) che è Ultimatum alla Terra, nella quale la fantascienza altro non è che una "scusa" per affrontare argomenti di ben altra natura; ma questo è un altro film e, forse, un altro articolo!

Riccardo Rosati